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Perdete ogni speranza..... |
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1. Accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni. L’accorpamento delle scuole finalizzato al risparmio economico, oltre a creare, in alcuni casi, disagi agli studenti, “distrugge” alcune realtà ed istituzioni storiche come la nostra scuola: il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II2. Privatizzazione delle università. Le università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione è adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed è approvata con decreto del Ministero dell’istruzione , dell’Università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. 3. Tagli al personale. Il Ministro dell’Istruzione in accordo con il Ministero dell’economia predispone un piano programmatico di interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, che (secondo loro) conferiscono maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico. CIOE' Il Ministro Gelmini decide di fare una riforma più economica che scolastica, tagliando fondi all’istruzione e decine di migliaia di posti di lavoro. Ci rendiamo conto che l’Italia è economicamente in crisi, tuttavia ci permettiamo di ricordare al ministro che la scuola deve essere vista come un investimento, che dalla scuola dipende il nostro futuro, il futuro di una generazione che a breve si troverà a combattere contro realtà ingiuste come quelle che si stanno formando giorno dopo giorno: rendere private le università vuol dire rendere l’istruzione un diritto di pochi; accorpare gli istituti vuol dire creare disagi impressionanti agli studenti; tagliare il personale vuol dire alimentare la disoccupazione . . . E allora cara ministro le diciamo una frase di Einstein che sintetizza e rappresenta il nostro modo di vedere: “Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema |
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i Giornali parlano di NOI! |
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Articoli sulla protesta degli Studenti appoggiati da alcuni Docenti del Convitto. |
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CLASSI PONTE:“DISCRIMINAZIONE TRANSITORIA POSITIVA” |
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· Gli extracomunitari rallentano o ostacolano il percorso formativo degli studenti italiani?L’extracomunitarietà non implica una diversa facoltà di prendere parte alle attività scolastiche in quanto non è direttamente correlata alle abilità comunicative degli studenti. · Il senso della mozione parlamentare per l’istituzione delle classi ponte è formativo o integrativo?Dal testo della mozione si evince che gli stessi legislatori si contraddicono in più punti: pubblicizzata come campagna di integrazione, apparentemente volta alla formazione, ci allontana da entrambi e risulta essereun provvedimento che cerca di integrare separando e di formare discriminando. · La convenzione internazionale stabilisce che tutti gli individui debbano avere le stesse possibilità di accesso all’istruzione, ma questa mozione non fa forse il contrario? Ecco l’ipocrisia di fondo di questo governo: “DISCRIMINAZIONE TRANRITORIA POSITIVA”, discriminare in un primo momento per poi integrare subordinatamente, creare un cittadino d’elite e un cittadino senza basi culturali; creare un cittadino in grado di scegliere e di cercare la propria libertà ed un cittadino che le scelte le subisce e a cui non è lasciata nemmeno la libertà di pensare. |
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AAA CERCASI LIBERA UNIVERSITA’ |
LA CULTURA A NOI IL DEFICIT A VOI L’università non è e non deve essere un privilegio economico! NOI, FUTURI UNIVERSITARI, studenti del liceo chiediamo: -sapere libero ed accessibile; -il rispetto del diritto allo studio; -voce in capitolo:l’istruzione ci coinvolge in prima persona; -ascolto senza repressione; -una tavola rotonda per aprire il dialogo negato fino ad oggi tra le parti realmente coinvolte. |
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DECRETO GELMINI: CONVITTO IN PIAZZA |
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Classi ponte, maestro unico, voto di condotta, taglio dei fondi alle Università, per questi e per ancora altri punti del decreto Gelmini il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II si unisce al coro delle altre scuole e decide di scendere in piazza a manifestare.Strumentalizzazione del messaggio di noi studenti? Ne stanno dicendo di cotte e di crude negli ultimi giorni sulle nostre iniziative, ma oggi il Convitto si fa sentire in modo alternativo, senza occupazioni (tanto criticate da giornalisti influenzati dalle parole dei politici e i politici stessi) perché la verità è che ora è in ballo qualcosa di diverso . Secondo il decreto, infatti le scuole con meno di 500 alunni sarebbero costrette a chiudere ed anche il nostro Convitto, uno dei monumenti storici della nostra città che da anni è sede di un’ istituzione scolastica, tra le più prestigiose della città di Napoli, è a rischio chiusura.E ovviamente la nostra protesta non è rivolta solo a questo ma anche agli altri punti del decreto sui quali di certo non possiamo trovarci, al contrario l’opinione pubblica, condizionata da giornali “di parte” che trasmettono solo il loro punto di vista, si trova Favorevole. Invitiamo dunque tutti ad una maggiore informazione e soprattutto a confrontare diverse fonti d’informazione. |
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